“La ragazza tedesca” di Armando Lucas Correa _ Recensione

LA RAGAZZA TEDESCA

di Armando Lucas Correa
Casa editrice NORD
Anno di edizione 2017
Genere ROMANZO STORICO

la-ragazza-tedesca.jpgMaggio 1939. Sono 937 gli ebrei a bordo del transatlantico St. Louis, 937 innocenti in fuga dalla violenza della Germania nazista. Tra loro, ci sono Hannah Rosenthal e Leo Martin. Sebbene siano solo due ragazzini, durante la traversata Hannah e Leo decidono di voler passare il resto della vita insieme. Ma è un sogno destinato a non avverarsi: quando la St. Louis arriva in porto, Hannah è tra i pochissimi fortunati a ottenere il permesso di sbarcare. Tutti gli altri passeggeri sono costretti a tornare in dietro, in Germania. Compreso Leo… New York, 2014. Anna Rosen riceve uno strano regalo per il suo dodicesimo compleanno: la lettera di una certa Hannah Rosenthal, che sostiene di essere la sua prozia paterna. Per Anna è un’occasione da cogliere al volo: Hannah è l’unica che conosca la verità su suo padre, scomparso prima che lei nascesse. E quindi decide d’incontrarla, scoprendo così la storia di una donna che ha lottato per farsi strada in un Paese straniero, una donna che ha dovuto di re addio al suo amore, senza mai perdere la speranza di poterlo riabbracciare. E, grazie ad Anna, Hannah riuscirà finalmente a riconciliarsi col proprio passato e a capire che per essere felici non basta sopravvivere, ma bisogna essere pronti ad affrontare sino in fondo tutte le sfide che il futuro ha da offrire

Quando si affrontano temi come l’olocausto bisogna sempre avere la delicatezza di farlo in punta di piedi, in modo umile ma diretto. Non tutti hanno la sensibilità o sono pronto per entrare in certi mondi, ma alcuni libri possono trasformarsi nella guida giusta. Quello che ho amato di questo libro è stata la profonda umanità della narrazione, quasi cronologica, di due vita così distanti eppure così legate. La trama è ampia, lunga e basata su fatti realmente accaduti che in parte non conoscevo.
Hanna, dodici anni, è costretta a scappare dalla Germania nazista con i suoi genitori e il suo migliore amico perché ebrei. Raggiungono con una nave le coste di Cuba, ma solo in trenta riusciranno a sbarcare, gli altri saranno tutti rimandati indietro. Comincia così per Hanna una vita di sacrificio, di dolore, di rimpianti e di ricordi. Una vita cruda con una madre che passa le sue giornate covando odio per una terra che non le appartiene e dalla quale si sente rifiutata. Hanna vive d’attesa, nella speranza di un futuro migliore. Fino a quando conosce l’altra Anna di questa storia, sua nipote, che in cerca del padre mai conosciuto perché morto durante l’attentato dell’11 settembre piomba inaspettatamente nella sua vita. Attraverso due bambine così diverse, due donne con un passato e un futuro ancora da scoprire, viviamo gli anni dell’ascesa del nazismo, scopriamo la dura vita della Cuba del dopoguerra e capiamo quanto l’amore possa davvero essere eterno. Perché se cercate un libro dove il vero amore non è quello passionale brutalmente descritto, non è quello scontato e banale da love story, ma quello in grado di aspettare una vita intera senza essere disilluso allora QUESTO è il libro perfetto.
Lo stile narrativo è incalzante e potente, ti trascina in un vortice dal quale senti di non poter riemergere se non alla fine. I personaggi, soprattutto Hanna, ti entrano dentro e ti possiedono facendoti vivere le loro emozioni, i loro dolori, le loro speranze. Tante descrizioni che mi hanno permesso di capire anche una parte di storia del nostro mondo che non conoscevo, perché a scuola ormai non spiegano più niente.
Le mie aspettative erano alte, ma ero sicura che avrei chiuso il libro soddisfatta. E la cosa bella è che nonostante il finale sia stato quello che avevo sperato, proprio perché non ne avrei giustificati di diversi, sono stata a piangere dieci minuti buoni dopo aver chiuso il libro perché mi sembrava quasi di aver perso qualcosa. Un picco di romanticismo estremo proprio nelle ultime righe che mi ha colmato il cuore e lo stomaco in un crescendo che ti esaurisce delle energie vitali.
Il finale è stato la degna conclusione di un viaggio durato una vita. Una vita che per Hanna è alla fine, ma per Anna è all’inizio. Come un passaggio di testimone verso una consapevolezza a lungo aspettata e a lungo cercata che è stata sapientemente esaurita.
Dire che sono entusiasta di questo libro credo sia poco. Anche se a essere sinceri ultimamente sto leggendo moltissimi libri della Editrice Nord e sono tutti spettacolari.

VOTO 5

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