Il segreto delle stelle bianche di Emily Murdoch _ Recensione

Il segreto delle stelle bianche

di Emily Murdoch

Feltrinelli

2014

Young Adult

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Carey ha quattordici anni e vive in una roulotte in un bosco da quando ne ha cinque, occupandosi di Jenessa, la sorellina che ha nove anni in meno di lei.La loro madre, bipolare e drogata, racconta da anni a Carey di averla portata via dalla violenza del padre, ma lei stessa abbandona per lunghi periodi le figlie fino al giorno in cui non torna. Arrivano invece – avvertiti dalla stessa madre – un’assistente sociale e il padre di Carey che riportano le due sorelle al mondo, a una casa calda e confortevole e al confronto con la verità.

Leggere un romanzo per teenager quando hai quasi trent’anni è una sfida. Devi porti nell’ottica del primo amore, dell’amicizia alla base di tutto, dei conflitti familiari, della scuola come amore e odio.

Questo romanzo affronta temi molto delicati con una naturalezza e una dolcezza che trovo appropriati, benché non originali. Mi è già capitato recentemente di leggere di protagoniste cresciute nei boschi d’America, da madri drogate e con gravi turbe psichiche, con padri inesistenti e senza quasi contatto col mondo esterno. Carey e Jenessa sono state estirpate dalla civiltà da una madre orribile, che le ha costrette a subire i peggio soprusi per ricevere soldi che poi spendeva egoisticamente solo per sè stessa. Quando gli assistenti sociali, su segnalazione, le trovano, per loro si apre finalmente lo scenario della vita reale.

Il personaggio di Carey, colei che narra, è dolce e con un forte impatto emotivo. Vediamo lo svolgersi degli eventi attraverso i suoi occhi che portano dentro emozioni e immagini che si discostano dalla normalità. Jenessa, molto più piccola, si abitua più facilmente alla loro nuova condizione, ma lei no, fa fatica a razionalizzare, a condividere la sua solitudine, a rapportarsi con la nuova famiglia e con la scuola.

Credo che sia un perfetto inizio per un sequel. Molte dinamiche sono rimaste aperte, come la piccola storia d’amore, e andrebbero approfondite in un secondo libro dove, essendo già noi a conoscenza del passato della protagonista potremmo apprezzarne gli sviluppi. La tragicità è raccontata in maniera leggera ma non superficiale, non ci sono scene esplicitamente volgari, ma la violenza permane nel trascorso delle protagoniste.

Tutto sommato mi è piaciuto. Rispetto al classico young adult ho apprezzato come non si è ridicolizzato il tutto alla classica storiellina romantica, ma si è lasciato lo spazio ai sentimenti filiali e fraterni, al senso di redenzione e alle seconde opportunità.

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