Gli occhi neri di susan di Julia Heaberlin _ Recensione

Gli occhi neri di Susan

di Julia Heaberlin

Newton Compton Editori

2017

Thriller

imagesTessa Cartwright, sedici anni, viene ritrovata in un campo del Texas, sepolta da un mucchio di ossa, priva di memoria. La ragazza è incredibilmente sopravvissuta a uno spietato serial killer che ha ucciso tutte le altre sue giovani vittime per poi lasciarle in una fossa comune su cui pianta dei particolari fiori gialli. Grazie alla testimonianza di Tessa, però, il colpevole finisce nel braccio della morte. A quasi vent’anni di distanza da quella terrificante esperienza, Tessa è diventata un’artista e una mamma single. Una fredda mattina di febbraio nota nel suo giardino, proprio davanti alla finestra della sua camera da letto, un fiore giallo, che sembra piantato di recente. Sconvolta da ciò che quell’immagine evoca, Tessa si chiede come sia possibile che il suo torturatore, ancora in carcere in attesa di essere giustiziato, possa averle fatto trovare un indizio così esplicito. E se avesse fatto condannare un innocente? L’unico modo per scoprirlo è scavare nei suoi dolorosi ricordi e arrivare finalmente a mettere a fuoco le uniche immagini, nascoste per tanti anni nelle pieghe della sua memoria, che potranno davvero riportare a galla la verità…

 

Questo libro tratta argomenti fin troppo attuali, così dolorosi che uno vorrebbe non dover stare a sentirli.

Tessa è una giovane mamma single che ha cercato di ricostruirsi una vita dopo un’esperienza terribile di quando aveva sedici anni: un serial killer convinto di averla uccisa, ha gettato il suo corpo in una fossa con un cadavere e un mucchio di ossa. Perseguitata dalle voci delle ragazze che non sono sopravvissute all’aguzzino, Tessa deve fare i conti con la sua ansia, l’iperprotezione verso la figlia e un mazzolino di margherite, simbolo del serial killer, trovate un giorno sotto la finestra. Ripercorriamo allora l’interrogatorio di quasi vent’anni prima e le sedute dallo psicologo in cui Tessa cerca di ritorvare la memoria e rimettere insieme i cocci della tragedia dopo il trauma. Un uomo è stato condannato e aspetta di essere giustiziato, ma adesso Tessa non è più sicura della sua deposizione, non è più sicura di aver fatto condannare l’uomo giusto. E la verità, quando viene a galla, fa ancora più male dei ricordi.

É un libro ben scritto. I personaggi sono credibili, empatici, riescono a trasmetterti il dolore e il senso di disorientamento vissuto dalla vittima. La reazione della gente che, mai come oggi, è capace di comprendere il trauma altrui, ma anzi lo sfrutta a proprio godimento mettendo il dramma sotto i riflettori e condannando chi ha subito. Un libro che ti fa scoprire e risolvere il caso lasciandoti qualche indizio sparso qua e là, in un finale in cui puoi solo tifare per la giustizia.

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