Il libro di Miss Buncle di Dorothy Emily Stevenson _ Recensione

IL LIBRO DI MISS BUNCLE

di Dorothy Emily Stevenson
Casa editrice ASTORIA
Anno di edizione 2011
Genere COMMEDIA

il-libro-di-miss-buncle-1.jpgVillaggio di Rivargenton. Miss Barbara Buncle, che sembra di mezza età anche se ha trent’anni, che veste in modo orribile e sembra condurre un’esistenza di sconfinata virtù e noia, vive grazie alla rendita dei suoi dividendi insieme alla governante Dorcas. Siamo nei primi anni trenta del Novecento e la crisi economica non tarda a farsi sentire, così un giorno Miss Buncle si accorge che la rendita si fa scarsa e che per andare avanti deve inventarsi qualcosa. Accantonata l’idea di allevare galline (troppo svolazzanti), decide di intraprendere la via più semplice: scrivere un libro. Funzionerà, ma il problema è che il libro racconto segreti imbarazzanti dei suoi concittadini!

Questo libro me lo ha consigliato la bibliotecaria. Probabilmente ormai conosce anche lei i miei gusti, perché mi sono proprio divertita! È un libro divertente, esilarante, assurdo nella sua semplicità. Lo definirei una genialata! La trama è talmente semplice da risultare quasi banale, ma nella sua banalità ti coinvolge talmente tanto che lo leggi tutto d’un fiato. Incredibile.
La storia si svolge in un anonimo paesino inglese degli anni ’30 e i protagonisti, loro malgrado, sono tutti i cittadini. Sì, perché la zitella Barbara Buncle, così remissiva, riservata e senza alcuna attrattiva, si improvvisa scrittrice raccontado di un paesino esattamente come quello in cui abita e descrivendone i cittadini esattamente come quelli che conosce. L’unica accortezza che adotta è quella di cambiare i nomi e inventare un finale alternativo alle loro vicende. Amori che scoppiano, scandali che esplodono. E nonostante la gente si indigni dopo essersi riconosciuta nel romanzo, quel passaparola negativo lo fa presto diventare un best seller del quale l’editore chiede anche un seguito. E tutto senza che si conosca l’identità dell’autore, lasciando spazio a congetture. Tutti diventano vittime e colpevoli, fino a un finale divertente e unico.
La narrazione è spontanea, simpatica e risulta genuina. La storia è semplice e disimpegnata, i personaggi sono descritti attraverso dialoghi comici e scenette ridicole. Li si impara ad apprezzare proprio per questo. C’è la pettegola, il prete, il vedovo e il misogino, c’è la professorina e c’è la sognatrice. E chi non c’è quasi si offende: come? Non sono così interessante da essere citato in un libro? E così magari proprio chi non viene nominato è l’autore misterioso. Bellissimo. Perché dalla solitudine della sua casetta, Miss Buncle rimane in disparte a guardare lo svolgersi degli eventi, senza essere mai minimamente considerata.
Le mie aspettative sul finale si sono avverate, ma ne sono stata contenta. C’è stata proprio un’ evoluzione della protagonista e anche di alcuni personaggi che hanno avuto modo di vivere una vita diversa da quella alla quale erano destinati, proprio per le conseguenze di un romanzo di campagna. Il finale è carino e azzeccato. La giusta conclusione per l’intera vicenda che dà modo alle lingue lunghe di avere altro materiale su cui parlottare per parecchio tempo ancora.
Consiglio questo libro perché è diverso dal solito. Non ci sono storie d’amore impegnative, non ci sono tragedie. È un piccolo giallo nella quotidianità degli stereotipi e degli eccessi.

VOTO 4.5

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