LA DONNA DI GHIACCIO di Robert Bryndza _ Recensioni

LA DONNA DI GHIACCIO

di Robert Bryndza

Newton Compton Editori

2017

Thriller

Traduttore: S. Ristori

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Il corpo congelato. Occhi spalancati e labbra socchiuse. Come se fosse morta mentre era sul punto di parlare…**
Quando un ragazzo scopre il cadavere di una donna sotto una spessa lastra di ghiaccio in un parco di Londra, la detective Erika Foster viene subito incaricata dell’indagine sull’omicidio. La vittima, giovane, ricca e molto conosciuta negli ambienti della Londra bene, sembrava condurre una vita perfetta. Ma quando Erika comincia a scavare più a fondo tra le pieghe nascoste della sua esistenza, trova degli strani punti di collegamento tra quell’omicidio e l’uccisione di tre prostitute, assassinate secondo un macabro e preciso rituale. Ma chi era veramente la ragazza nel ghiaccio? Quali segreti nascondeva? Il ritratto che ne dà la famiglia corrisponde alla verità? Erika ha l’impressione che tutti gli elementi a cui si aggrappa nel corso delle ricerche le scivolino via dalle dita, ma è cocciuta, determinata e disposta a qualunque cosa pur di arrivare a capire che cosa si cela dietro quella morte violenta…

Erika Foster è una detective già provata dalla vita. Suo marito e la sua squadra sono morti durante una missione e lei sopravvive col ricordo e col rimorso di non aver potuto fare di più per salvarli.

Così quando Andrea, la secondogenita di un influente politico in vista nel panorama nazionale, scompare misteriosamente e viene poi trovata morta, per Erika la missione diventa scoprire l’assassino e consegnarlo alla giustizia. Comincia così un’indagine serrata, ostacolata dalla burocrazia, dallo zampino dei media e dal padre della vittima che cerca in tutti i modi di condurre le indagini a modo suo. Ben presto, però, la verità si scopre peggiore di quello che sembrava: gli omicidi a opera dello stesso autore sono ben cinque e tutti i personaggi intorno alla vittima sembrano in un modo o nell’altro colpevoli o con un motivo per diventarlo. Come scoprire la verità senza perdere oggettività? E come evitare di diventare il prossimo bersaglio?

Il libro non mi ha fatta impazzire, la narrazione non è così fluida come speravo, le dinamiche a volte sembrano un po’ sforzate e il personaggio di Erika è abbastanza stereotipato. Però il caso regge. Gli indizi sono scritti al momento giusto, le indagini tengono il lettore incollato alle pagine e lo spingono a tentare di indovinare per poi sviarlo nuovamente. Io non sono riuscita a scoprire il colpevole fino a quando mi è stato rivelato. Anche se magari avrei avuto bisogno di un pizzico di intuito in più. Forse voi sarete più bravi di me. La cosa che ho preferito in assoluto è la mancanza di scene truculente seppur gli omicidi siano brutali. Niente descrizioni morbose, immagini sadiche e tutto quello che potrebbe esserci sulla scena del crimine e in un obitorio per le autopsie.

Lo consiglio agli amanti del genere, a quelli che indagano con il detective, a chi sogna la giustizia sempre e comunque e a chi vuole una lettura con un po’ di fiato sospeso.

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