Anna Karenina di Lev Tolstoj _ Recensione

ANNA KARENINA

di Lev Tolstoj

Garzanti

anna-karenina-25.jpgAnna, moglie insoddisfatta del noioso e inflessibile funzionario Karenin, si innamora del bell’ufficiale Vronskij. Rimasta incinta dell’amante, fugge con lui in Italia, ribellandosi alle convenzioni che la vorrebbero moglie fedele e asservita. Dure e inevitabili le conseguenze della sua scelta d’amore: il marito non le concede il divorzio e le impedisce di vedere il figlio nato dal loro matrimonio, mentre la società in cui è cresciuta la mette crudelmente al bando. Ad Anna, divorata da una passione senza sollievo e disperata per l’isolamento in cui viene a trovarsi, non resta alcuna via d’uscita.

 

Sono un po’ in difficoltà nell’approcciarmi alla descrizione di questo romanzo, tra i più famosi al mondo, che ha subìto analisi, spiegazioni e studi sicuramente più approfonditi e degni che non la mia lettura casalinga. Quindi perdonate la pochezza di pensiero.

Anna Karenina, pubblicato per la prima volta nel 1877, è stato considerato come “la perfezione della letteratura”.

L’avevo cominciato in più occasioni senza mai arrivare oltre i primi capitoli. Questa volta mi sono imposta di non leggere altro fino a quando non lo avessi finito.

Il libro è lungo, molto lungo, a volte dispersivo nella narrazione e pesante nelle descrizioni e nella forma introspettiva. Sebbene alcuni adorino il genere, per me è molto difficile lasciarmi coinvolgere. La scrittura è molto intricata, nel corso della lettura mi sono accorta più volte di essere andata avanti nelle pagine mentre intanto pensavo ad altro. Questo non significa che il libro e la storia scritta non mi siano piaciuti, semplicemente significa che io in quanto lettore ho dei limiti umani ai miei gusti personali.

Il libro ci descrive in forma nuda e cruda quella che era la società moscovita del tempo, l’alta borghesia e a confronto la gente di campagna. Ci pone a riflettere su temi importanti quali il matrimonio, la fedeltà, la gelosia, il rispetto, la fede, la religione, la morte. Ogni personaggio è ben caratterizzato e presenta una personalità forte e determinata.

Tutto comincia quando Anna, sposata col conte Karenin, si innamora perdutamente di Vronskij, ufficiale dell’esercito e promesso sposo di Kitty (sorella di sua cognata) e ne è ricambiata. I due, dopo una relazione clandestina sotto però gli occhi di tutti, decidono di scappare e vivere il loro amore incuranti delle conseguenze. Kitty nel frattempo, ripresasi dalla delusione, andrà in sposa a Levin, imprenditore agricolo molto attaccato alla sua terra e alla sue tradizioni e tormentato dai dilemmi esistenziali di vita e di morte amplificati dalla malattia del fratello, che mettono in discussione tutto ciò in cui crede. Ecco quindi che viviamo, attraverso le pagine, l’amore delicato che pian piano si costruisce nel tepore della vita domestica di Kitty e Levin, i loro rapporti familiari, il loro modo di affrontare le difficoltà e i rancori e quello logorante di Anna e Vronskij che, passata la passione iniziale, si intiepidisce di fronte alla resistenza dell’alta società che non li riconosce come coppia, che etichetta lei, che prova pena per lui e che inevitabilmente e inesorabilmente li divide. Vronskij si allontana da Anna per seguire le sue ambizioni di carriera e lei vive questo abbandono come un fallimento sul fallimento. Dopo aver lasciato il marito, che l’ha privata del figlio a mo’ di punizione, si vede a sua volta (o crede di esserlo) lasciata dal suo secondo amore, per il quale ha rinunciato a tutto, sacrificando la sua stessa vita.

Non vi svelo il finale.

Ho visto anni fa la fiction sulla rai con Vittoria Puccini nei panni di Anna e me ne ero innamorata. Ecco, il libro è molto diverso. Non lascia spazio al romanticismo benchè di amore e rapporti coniugali si tratta. Credo evidenzi più, invece, il bigottismo, l’ipocrisia e la falsità della gente del bel mondo che tradimenti ne ha sempre consumati, che ha messo in croce l’unica persona che lo ha semplicemente fatto alla luce del sole  (in quanto donna, aggiungerei).

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