“Giornata della memoria”. Come spiegarla ai più giovani.

Come potete vedere dall’immagine di copertina, per la scrittura di questo articolo mi sono rivolta a Sara, la mia bibliotecaria di fiducia, colei che mi fornisce sempre la mole infinita di libri che leggo, tra i quali anche quelli che poi vi presento qua. Ho chiesto esplicitamente a lei, dato che lavora con i bambini e con i ragazzi nelle scuole, di aiutarmi a trovare dei titoli che possano essere utili come letture per i più giovani su argomenti importanti, difficili e ancora per certi aspetti tabù come quello dell’Olocausto.

Ecco quindi una serie di letture consigliate. Fatene buon uso.

La guerra di Catherine

di Julia Bullett

Mondadori

Fumetto

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Rachel, giovane studentessa ebrea, frequenta una scuola speciale, la Maison di Sèvres, e ama guardare il mondo attraverso la sua Rolleiflex. Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale è però costretta a fuggire e a cambiare identità. Aiutata da una rete di partigiani, Catherine – questo il suo nuovo nome – dovrà nascondersi in luoghi sempre diversi e imparare a fidarsi di persone nuove, senza mai separarsi dalla sua macchina fotografica. Da questo lungo viaggio prenderà vita la sua testimonianza per immagini che invita a non dimenticare la bellezza nascosta nel quotidiano e che celebra gli eroi anonimi, che mettono a rischio la propria vita per salvare quella degli altri. Un viaggio che l’aiuterà a crescere e che la trasformerà in una donna libera. Età di lettura: da 12 anni.

Otto. Autobiografia di un orsacchiotto

di Tomi Ungerer

Mondadori

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Questa è la storia dell’orsetto Otto e di due bambini: tre compagni di gioco inseparabili che solo una stella gialla cucita sul petto e la crudeltà della guerra riuscì a dividere. Ma non per sempre, perché un giocattolo amato non si abbandona mai davvero. Per fortuna Otto ha imparato a scrivere a macchina e può raccontare la sua storia di amicizia perduta e ritrovata, perché in un’imbottitura c’è spazio per tantissimi ricordi… Età di lettura: da 7 anni.

Il volo di Sara

di Lorenzo Farina

Fatatrac edizioni

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L’incontro lieve tra una bambina e un pettirosso in un campo di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale è il tema di questo libro. Il piccolo pettirosso deciderà di portare con sé questa nuova amica perché la Shoah è una cosa troppo crudele per una bambina. Età di lettura: da 6 anni.

La corsa giusta

di Antonio Ferrara

Coccole books editore

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Nel 2013 Gino Bartali è stato dichiarato Giusto tra le Nazioni, il più alto riconoscimento dello stato di Israele per i non ebrei. La storia di un campione dello sport e di un coraggioso eroe che ha rischiato la vita per salvare chi veniva ingiustamente perseguitato. La storia di un uomo che ha mostrato che in certi momenti non si può restare indifferenti, bisogna mettersi in gioco, bisogna scegliere, bisogna fare la cosa giusta. Età di lettura: da 12 anni.

Fino a quando la mia stella brillerà

di Liliana Segre e Daniela Palumbo

Pickwick

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La sera in cui a Liliana viene detto che non potrà più andare a scuola, lei non sa nemmeno di essere ebrea. In poco tempo i giochi, le corse coi cavalli e i regali di suo papà diventano un ricordo e Liliana si ritrova prima emarginata, poi senza una casa, infine in fuga e arrestata. A tredici anni viene deportata ad Auschwitz. Parte il 30 gennaio 1944 dal binario 21 della stazione Centrale di Milano e sarà l’unica bambina di quel treno a tornare indietro. Ogni sera nel campo cercava in cielo la sua stella. Poi, ripeteva dentro di sé: finché io sarò viva, tu continuerai a brillare. Età di lettura: da 11 anni.

Oskar Schindler il giusto.

di Nicoletta Bortolotti

Einaudi Ragazzi

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Sette sono i rami dell’albero della vita. Sette sono i luoghi in cui si è svolta l’epica avventura di Oskar Schindler, l’uomo che a Cracovia, durante la Seconda guerra mondiale, diede rifugio nella sua fabbrica di stoviglie a migliaia di ebrei. Iscritto al partito nazista, conquistò il cuore nero del male solo per stritolarlo: diventò amico dei più alti funzionari delle SS, corrompendoli con regali lussuosi per comprare la vita dei suoi operai; si guadagnò la fiducia del boia Amon Goth, il sanguinario responsabile del campo di lavoro di Plaszéw; rischiò il tutto per tutto quando, verso la fine della guerra, trasferì la sua azienda in Cecoslovacchia e compilò una lista di 1100 nomi di dipendenti da strappare alle camere a gas. Nomi che non furono vento, ma vita e racconto. Età di lettura: da 10 anni.

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