LA REPUBBLICA DELLE FARFALLE_ Quando l’amicizia sopravvive agli orrori del mondo

La repubblica delle farfalle

di Matteo Corradini

Rizzoli

la-repubblica-delle-farfalle-2Terezín si trova nella Repubblica Ceca. Nata a fine Settecento come città-fortezza, durante la Seconda guerra mondiale diventò un campo di raccolta degli ebrei destinati allo sterminio. Vi furono rinchiuse 155 mila persone. Solo 3807 tornarono a casa dai campi di Treblinka, Auschwitz- Birkenau e dagli altri lager dove furono deportate. Nel ghetto vissero circa 15 mila tra bambini e ragazzi: alla fine della guerra ne erano rimasti in vita 142. A Terezín c’era tutto: case, strade, musica, teatro. Peccato che non ci fosse la libertà. Ogni venerdì sera un gruppo di ragazzi si riuniva di nascosto intorno al bagliore di un lumino per dare vita a un giornale che fu chiamato Vedem, ovvero Avanguardia, e metteva insieme le notizie, gli arrivi, le partenze, ma anche poesie, disegni, interviste. Era il loro modo di lottare, di tenersi stretta la voglia di restare vivi.

Ho letto questo libro col fiato sospeso. Un romanzo di una tenerezza disarmante, di una semplicità quasi banale eppure dall’impatto così profondo da risultare devastante.

Non sono un’amante dei libri che raccontano l’Olocausto perchè generalmente mi distruggono emotivamente. Mi lasciano proprio senza fiato, soffro fisicamente ad affrontare certe letture. Ma bisogna farlo. Dovrebbe quasi essere obbligatorio almeno una volta nella vita.

LA REPUBBLICA DELLE FARFALLE è sì un romanzo di denuncia, ma principalmente è un romanzo di amicizia. Grazie alla profonda amicizia nata tra un gruppetto di adolescenti costretti a sopravvivere nel ghetto di Terezin, le brutture del mondo sono sopportabili, seppur incomprensibili. Questa storia vera, raccontata attraverso gli occhi di un ragazzino che insieme ad altri si ritrova tutti i venerdì notte a scrivere un giornale clandestino nella soffitta di un palazzo alla sola luce della luna che filtra dalla finestra, ha in sè una dolcezza così intensa che rende ancora più atroce il finale. Finale che, chiaramente, conosciamo tutti credo.

Le copie di quel giornale, così come di altri nati tra i nascondigli di Terezin, sono giunti fino a noi a testimonianza delle centinaia di voci e decine di mani che vi si sono dedicati. Un racconto crudo, ma non cruento, sulla vita del ghetto, sulle persone del ghetto, sulle regole del ghetto. E dopo tutti questi anni ancora, a volte, si fa fatica a mandare giù. Ci si chiede come questo sia stato possibile e mi dispera sapere che purtroppo nella nostra società, nel nostro mondo, certi comportamenti e certi pensieri rimangono immutati, si spostano di soggetto in soggetto in base alle mode, o al periodo storico, ma di base fomentano lo stesso odio di allora, la stessa intolleranza e la stessa dimenticanza che SIAMO TUTTI ESSERI UMANI e abbiamo tutti lo stesso identico diritto di stare al mondo.

2 risposte a "LA REPUBBLICA DELLE FARFALLE_ Quando l’amicizia sopravvive agli orrori del mondo"

  1. Neanche a me piacciono i libri che parlano dell’Olocausto ma dalle tue parole pare proprio che valga la pena di leggerlo questo libro.
    A parte questo mi è molto piaciuta la citazione che che ho letto sopra al post ovvero “Nel momento in cui ci si impegna a fondo allora anche la provvidenza si muove….” la trovo molto veritiera, una legge non scritta ma incontrovertibile.

    Un saluto

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    1. Ti ringrazio.
      Sì, è un libro che mi ha stupita perché nella sua oggettività non è mai eccessivo. Non è un libro che descrive, ma un libro che racconta e ci pone davanti un pezzo di storia nelle retrovie. Fa parlare chi ha subito dicendo che nel non poter fare nulla hanno però fatto tantissimo: ci hanno lasciato la testimonianza di dove la cattiveria umana sommata alla passività intellettuale conduce le nostre azioni. È un libro attuale perché sebbene tutto quello per ora sia il male estremo, il pensiero di base di certe menti è il medesimo e si tramanda purtroppo.
      È per ragazzi, un libro veloce nella lettura, ma ho pianto alla fine. Ne avevo bisogno.

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