L’amore è una sfida meravigliosa _ Recensione

L’amore è una sfida meravigliosa

di Rachel Van Dyken

Editrice Nord

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Lex e Ian sono amici da sempre. Si sono iscritti al college insieme e insieme hanno fondato la Wingmen, un’agenzia che aiuta le donne a conquistare l’anima gemella. Gli affari vanno così bene che hanno deciso di assumere una persona e offrire lo stesso servizio di consulenza anche agli uomini. Con gran disappunto di Lex, la scelta è caduta su Gabi, la migliore amica di Ian, cui servono soldi per pagarsi gli studi. Lex odia Gabi… o almeno ci prova. L’odio, infatti, è l’unica arma che conosce per difendersi dal suo fascino innocente, dai suoi enormi occhi verdi e dal suo sorriso mozzafiato. E, ora che deve lavorare con lei tutti i giorni, Lex ha bisogno di un’armatura, perché sa che, se solo provasse ad avvicinarsi a Gabi, Ian non glielo perdonerebbe mai…
Gabi è disperata, ecco perché ha accettato il posto alla Wingmen. Altrimenti si sarebbe tenuta alla larga da Lex. C’era stato un momento in cui Gabi aveva pensato di aver trovato in lui uno spirito affine, ma poi lui l’aveva rifiutata, spezzandole il cuore. Adesso lei lo odia. Odia il suo sorriso seducente, il suo fisico da atleta e l’umorismo disarmante. Soprattutto, odia il modo in cui il cuore batte più forte non appena Lex si avvicina e il vuoto che prova quando lui se ne va. In questi anni, l’unico antidoto è stata la lontananza. Adesso che sono costretti a convivere, Gabi teme che il fuoco sopito sotto la cenere torni a divampare, rischiando di bruciarla. Per fortuna pure lui la odia…

Pensavo peggio. Lo so, non è molto simpatico cominciare una recensione così, però è la prima cosa che ho pensato dopo aver terminato questo libro. Quando leggo certe trame, trite e ritrite, costituite dallo stesso prototipo di personaggi già visto miliardi di volte o lascio perdere o penso “Be’, vediamo questo cosa propone di diverso”.

I personaggi principali sono tre: Gabi, la ragazza contesa, Ian, l’amico fraterno e Lex il bad boy miglior amico di entrambi. L’intreccio del romanzo è il seguente. Gabi è pazzamente innamorata di Lex, che la ricambia furiosamente tra una sveltina e l’altra. Abituati però a considerarsi il nulla per rispetto di Ian che ne soffrirebbe come un pazzo, si ritrovano loro malgrado a consumare la passione che li divora da anni. Non avete mai letto una trama così, vero? Quindi potete anche immaginarvi il finale.

Ora, elemento nuovo nel libro: i due giovanotti, due geni dell’informatica, hanno messo in piedi un’agenzia di incontri che mira a identificare (dopo la compilazione di un apposito e lunghissimo questionario) i profili compatibili tra gli iscritti. Dopo aver visionato la percentuale di possibile vittoria, è loro compito mettere in scena dei finti appuntamenti per scatenare gelosie mirate a suscitare l’interesse e far scattare la scintilla. Grazie a questa cosa sono entrambi milionari.

Cosa non mi è piaciuto? Per prima cosa il personaggio di Ian. Questo ragazzo marginale che esiste più nei dialoghi della coppietta che nelle azioni, che sembra alla fine un mezzo scemotto. Un venticinquenne che vede la sorellina acquisita come se avesse ancora cinque anni e odia tutti quelli che poggiano gli occhi su di lei. E soprattutto che non si accorge cosa combinano quei due pur avendoli nella stanza accanto. Insomma, scendi dalle nuvole, no? Secondariamente non mi è piaciuto Lex. I bad boy che ne cambiano una ogni mezz’ora riempiono i libri e lui non è da meno. Gli basta schioccare le dita in una biblioteca che ne ha quattro o cinque che lo pregano di far di loro un oggetto di piacere. Quando la situazione con Gabi cambia, improvvisamente diventa tipo da matrimonio in chiesa, palloncini e coppia di gemelli da spingere sull’altalena. In un attimo. Per uno disabituato ai rapporti stabili che fugge tutto ciò che è romantico mi è sembrato un cambiamento un po’ drastico. Ma magari voi tipi così ne conoscete sul serio. Davvero l’amore è così potente da farci ribaltare il nostro totale essere trasformandoci in tutto quello che fino a poco prima ci spaventava o ci faceva schifo?

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