Un cucciolo per Natale di Linda Steliou _ Recensione

UN CUCCIOLO PER NATALE

di Linda Steliou

Newton Compton Editori

Biografico

 

41kgyleaful._sy346_La piccola Linda ha solo tre anni quando confida a Babbo Natale un segreto: «Ciò che voglio di più al mondo è un cagnolino tutto per me». Ma i Natali passano, e l’animaletto tanto desiderato non arriva mai. Linda nel frattempo cresce, diventa moglie e madre, e il sogno di avere finalmente un cucciolo è inevitabilmente relegato in un angolo della sua mente. Almeno fino a quando, più di sessanta anni dopo, ecco che un ospite inaspettato si presenta alla sua porta e riaccende in lei quel desiderio infantile, espresso tanto tempo prima.
Una toccante parabola sull’infanzia, sull’amore e su come un animale possa davvero cambiare la vita di una persona.

 

Ambientato in Inghilterra, la storia inizia nel 1945 alla fine della Seconda Guerra Mondiale con la nascita della piccola Linda, autrice del libro. Ed è proprio attraverso la sua voce narrante che percorriamo insieme gli anni della sua fanciullezza, quelli caramboleschi dell’adolescenza fino all’età matura, molti anni dopo.

Il titolo del libro è fuorviante. La copertina pure. Sì, è vero che il sogno di Linda fin da piccola è quello di avere un cucciolo di cane tutto per sè ed è anche vero che nel corso della storia i cani sono stati figure presenti nella sua vita, lavorativa e personale, ma questo non è un libro per amanti degli animali, non è un libro che parla di cani.

Questo romanzo parla di vita. Quella vera, autentica, vissuta.

La narrazione è coinvolgente, i capitoli sono brevi e disposti morbidamente in ordine cronologico. Il ritmo è incalzante, mai banale, e i personaggi, dai protagonisti alle comparse, sono veri e credibili, autentici e reali.

Mi è piaciuto moltissimo la descrizione che la Steliou fa della sua famiglia, di come per tutta la sua vita i genitori e i parenti siano stati il perno della sua esistenza e di quella di suo marito. Come la figura della zia, una seconda mamma, l’abbia aiutata a crescere e a farsi donna, a darle quei valori che le hanno concesso di essere poi una madre piena e consapevolmente presente per le sue due figlie.

Quello che invece mi è dispiaciuto è la descrizione del rapporto conflittuale con l’amatissima madre. Linda è la quarta figlia, tre bambini sono morti al parto prima di lei, e sua madre è rimasta tragicamente segnata da questa cosa tanto da non riucire ad abbattere il muro invisibile sorto tra lei e l’amore per la figlia. Una madre severa, a volte repressiva, incapce di andare oltre alle cose e che sembra spesso non voler capire. Un rapporto difficile che procurerà a Linda degli attacchi di panico in età edulta che la limiteranno nei movimenti, costringendola a spostamenti veloci e vicini.

Nel complesso posso dire che mi aspettavo una di quelle commedie leggere per amanti degli animali, quelle cose dove si descrive il rapporto tra un cane protagonista e il suo padrone e invece sono fortunamente incappata in una saga familiare coinvolgente, emotiva e molto empatica. I personaggi sono vivi e ti ci affezioni pagina per pagina, gioisci dei loro successi e piangi i loro dolori. La quotidianità diventa un’avventura, la Steliou trasforma la normalità in un mondo inatteso e carico di intensità. Una profonda riflessione sulla vita e i suoi valori: l’amore, il rispetto, il senso del dovere, la voglia di condividere.

Mi è piaciuto molto perchè nella sua tranquillità trasmette gioia e positività. Lo consiglio.

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