L’altra Grace di Margaret Atwood _ Recensione

L’altra Grace

di Margaret Atwood

Ponte alle Grazie

Biografico/ Drammatico

 

l-altra-graceNel 1843 il Canada è sconvolto da un atroce fatto di cronaca nera: l’omicidio del ricco possidente Thomas Kinnear e della sua amante, la governante Nancy Montgomery. Imputata insieme a un altro servo, la sedicenne Grace Marks viene spedita in carcere e, sospettata di insanità mentale, in manicomio. A lungo oggetto dei giudizi contrastanti dell’opinione pubblica – propensa a vedere in lei ora una santa, ora una carnefice – la protagonista del romanzo può finalmente raccontare la propria vita al giovane dottore Simon Jordan. Convinto di mettere le proprie conoscenze al servizio della verità sul caso, e al tempo stesso contribuire al progresso della scienza psicologica, Jordan non potrà fare a meno di restare ammaliato da questa personalità complessa e inafferrabile.

 

La storia di Grace, sapientemente narrata dalla penna della Atwood si basa su fatti realmente accaduti nel Canada di meta ‘800. Il signor Kinnear e la sua governante Nancy furono davvero brutalmente assassinati e Grace fu accusata di omicidio insieme allo stalliere. Il caso all’epoca fece scalpore anche negli Stati Uniti e in Inghilterra dove i giornali ne parlarono a lungo e con grandi ricami sulla verità. Quello che è certo è che lo stalliere venne impiccato come esecutore dei delitti e la pena di Grace venne commutata in ergastolo in quanto mandante.

In questo romanzo conosciamo l’intimità di Grace Marks, la sua storia travagliata che dall’Irlanda l’ha portata in Canada a tredici anni insieme ai genitori e ai molteplici fratellini, dei quali poi non saprà più niente una volta che inizierà a lavorare come cameriera. La prima cosa che balza all’occhio è l’ingenuità di Grace, descritta come una bonacciona sempliciotta, influenzata dal pensiero religioso che minaccia l’Inferno in ogni dove, e ammaliata dalle ragazze più intraprendenti di lei. Non ha una madre che le faccia da punto di riferimento, non conosce il sesso, per lei c’è solo il lavoro. Eppure l’accusa era molto pesante: dicevano di lei che fosse innamorata del signor Kinnear, gelosa di Nancy, sua amante in sordina, e per questo avesse circuito lo stalliere promettendogli favori sessuali in cambio dell’omicidio di entrambi. Nessuna ingenuità e purezza in tutto questo. Dal manicomio al penitenziario, il viaggio di Grace in questo romanzo comincia quando il dottor Jordan, medico e studioso, vuole condurre un’indagine su di lei che ha sempre dichiarato di avere delle amnesie sui momenti cruciali del delitto. Jordan non vuole provare la sua innocenza o confermare la sua colpevolezza, vuole fare pratica dei più moderni strumenti dell’epoca per lo studio della psiche umana e fare in modo che Grace ricordi ciò che la mente ha cancellato.

La particolarità di questo romanzo è il metodo narrativo. Ho fatto molta fatica all’inizio ad entrare nell’atmosfera della storia, era tutto confuso, molto dettagliato e preciso, ma non scorrevole. Vero anche che la protagonista ha una carica magnetica incredibile e ti coinvolge dalla prima pagina. Cerchi di capire, insieme al dottore, se Grace sta mentendo oppure no. C’è chi dice che sia una pazza furiosa e che la storia dell’amnesia è finzione, chi la accusa di usare quella scusa per celare la verità, chi crede fermamente nella sua buona fede.

Per scoprire come va a finire questo libro dovete ovviamente leggerlo, non posso certo svelarvi di più. L’ho letto con fatica e concentrazione, ma mi è piaciuto, anche se per comprendere meglio e godermi anche il finale che mi ha lasciata perplessa sono andata a leggermi tutta la parte della nota dell’autrice dove spiega come è venuta a conoscenza della storia di Grace e da quali spunti è partita per l’elaborazione del romanzo. Una storia vera narrata in maniera credibile pur con fatti inventati.

 

 

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