Gulasch di cervo di Ottmar Neuburger e Lisa Graf _ Recensione

Gulasch di cervo 

di Ottmar Neuburger e Lisa Graf

Edizioni Emons

Giallo

gulasch-di-cervo-caccia-al-tesoro-nel-cuore-della-baviera.jpg“La blogger ventenne Ljuba, la studiosa di storia Marjana e l’ex eroe dei tempi di Cernobyl’ Viktor sono l’improbabile e spassoso terzetto lanciato alla ricerca del tesoro di Hitler ancora sepolto tra le montagne bavaresi. I tre, inseguiti da killer di mafia e trafficanti di banconote false, attraversano l’Europa tra alberghi extralusso, scarpe di Prada, fughe spericolare e calate in grotta alla ricerca del loro personale Eldorado.”

 

 

Buon pomeriggio lettori,

questa volta parto direttamente con le note dolenti e vado dritta al sodo. Questo libro ha avuto un editing pessimo! Ci sono errori di battitura, ripetizioni di frasi, doppie parole, addirittura frasi incomplete. Non c’entrano gli autori, poverini, ma la casa editrice avrebbe dovuto confezionarlo meglio perchè il lettore se ne accorge.

Detto questo..

La storia non mi è dispiaciuta. Un po’ confusa nella gestione dei personaggi, poco chiara in certi punti e un po’ sbrigativa e poco credibile sul finale, ma tutto sommato leggibile.

Inizia parlando di Chernobyl e io pensavo fosse incentrata lì tutta la trama, invece fa da sfondo al primo incontro tra due dei tre protagonisti. Viktor lavora per la mafia ucraina, Ljuba è una blogger che porta medicine ai pochi abitanti che non hanno lasciato le loro case nella zona contaminata. Uno di questi le regala una mappa segnata in tempo di guerra quando era prigioniero in Germania. Facendosi aiutare da una ricercatrice e storica, Marjana, i tre sconosciuti si imbarcano in un’avventura a spasso nel tempo, alla ricerca della famosa grotta in Baviera dove Hitler avrebbe nascosto una fortuna mai rinvenuta. A loro si aggiungono esponenti della mafia ucraina all’inseguimento, uno spietato killer a sangue freddo che da persecutore diventerà vittima, e un manipolo di poliziotti più o meno competenti che si barcamenano intorno a una manciata di indizi.

Al limite del fantasy, è un libro che si legge con un po’ di fatica ma che non delude più di tanto. Sicuramente ce ne sono di molto meglio sullo stesso argomento, però. Magari gli autori conoscono bene le montagne e tutto quello che riguarda le scalate e gli sport ad alta quota (tra le pagine se ne parla moltissimo), ma tutto il resto mi sembra poco documentato. Un libro che chiunque con un minimo di fantasia avrebbe potuto scrivere anche senza sapere niente dell’argomento.  Non sono soddisfatta.

Fatemi sapere se lo avete letto!!

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