La fidanzata inopportuna _ Recensione

La fidanzata inopportuna

di Natasha Solomons

Neri Pozza

Storico sentimentale

 

la-fidanzata-inopportuna.jpgÈ la primavera del 1938 quando Elise Landau arriva a Tyneford House, sulla costa del Dorset. È in fuga dall’Austria, e dal nazismo. Tra le stanze in penombra dell’antica dimora inglese, dove prende servizio come cameriera, solo un filo di perle della madre, indossato sotto la divisa, le ricorda la vita scintillante di Vienna, e l’ambiente vivace e mondano della ricca borghesia ebraica cui appartiene. Aggrappata al ricordo, e a un’immagine di se stessa che non c’è più, Elise vaga come uno spettro: a disagio con il resto della servitù, subalterna al padrone – l’affascinante vedovo Christopher Rivers – la giovane impara presto a dimenticare il passato, o a nasconderlo. Finché un giorno a Tyneford House giunge Kit, il figlio del padrone. Tra lui ed Elise sboccia un amore limpido e intenso, e la vita sembra tornare a riempirsi di gioia. Ma la guerra sta per raggiungere l’Inghilterra. Kit viene chiamato al fronte e i due giovani amanti sono costretti a separarsi, senza sapere cosa ne sarà del loro futuro. Perché il mondo come lo conoscevano è sul punto di cambiare irrimediabilmente: ed Elise sarà costretta, per sopravvivere, a cambiare a sua volta. A diventare un’altra. Imparando che, nel corso di una vita, si può essere più di una persona. E, forse, si può amare più di una volta.

 

Questo romanzo appartiene di diritto al genere che prediligo in assoluto: il romanzo storico a sfondo romantico.

Prima che cominciate a storcere il naso, però, lasciatemi dire che la storia d’amore è solo il di più a una trama fitta di avvenimenti e di personaggi.

Elise è un’ebrea viennese costretta, nel 1938, a lasciare la sua terra e la sua famiglia a seguito delle persecuzioni razziali che Hitler e i suoi attuano sulla popolazione indesiderata. Se sua sorella Margòt, però, è emigrata negli Stati Uniti con un visto di lavoro come cantante d’opera, insieme al marito, Elise sbarca in Inghilterra come donna di servizio. E proprio a Tyneford, si innamorerà perdutamente e ricambiatissima del figlio del padrone, Kit Rivers. Un amore sicuramente ostacolato dalla differenza di ceto sociale, dalle origini religiose di Elise e dalla guerra che incombe sul mondo.

I genitori di Elise non riescono ad ottenere il visto e sono deportati nel ghetto, e si interrompe qualsiasi contatto con la famiglia, se non per quale rara lettera di Margòt che impiega tantissimo ad arrivare dalla California. Quando anche Kit si arruola volontario in marina e parte, ad Elise non rimane più niente.

Un romanzo, forte, sull’intolleranza razziale, sul come cambiano le persone se costrette a farlo, sull’amore e sulla speranza. Un libro che, per ammissione dell’autrice stessa, è biografico. Ha infatti preso spunto per i personaggi da alcuni suoi parenti. Il che, trovo, rende tutto ancora più struggente e drammatico.

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