L’arte di essere fragili _ Recensione

Quando ho preso in mano questo libro, tutto mi aspettavo meno quello che vi ho trovato in realtà. Anzi, in realtà, di solito non mi aspetto niente dai libri, preferisco essere stupita lasciandomi trasportare dalle trame che altri hanno scritto e lasciato a nostra disposizione. E non c’è dubbio alcuno che D’avenia mi abbia stupito enormemente con questo romanzo.

Una conversazione epistolare con Giacomo Leopardi, ebbene sì proprio lui. Una conversazione a senso unico, in realtà, perchè Leopardi ovviamente non può rispondere. Un viaggio introspettivo nelle linee più sottili dell’animo umano attraverso la letteratura come forma d’arte libera e saziante.

Ho trovato questo libro molto particolare. Prima di tutto perchè mi ha richiesto una buona dose di attenzione e abbandono del pregiudizio. Se penso a Leopardi mi vengono in mente gli anni delle superiori e sebbene Lettere fosse la mia materia preferita, non posso vantarmi di aver avuto una professoressa molto appassionata nel fare il suo lavoro. Leggere autori e poesie dal libro di testo senza che nessuno cerchi realmente di farti comprendere il perchè che si cela dietro, oltre non lasciarti nulla in termini di cultura, fomenta solo ricordi negativi degli anni migliori della tua vita.

Questa nuova visione di Leopardi, reso uomo fatto di carne e umore, l’ho molto apprezzata. Così come ho ampiamente apprezzato la sensibilità con cui D’avenia ci parla. Il suo pubblico è nella maggioranza adolescenziale, ma in realtà anche per noi che adolescenti non lo siamo da un po’ e che ci siamo passati in quel periodo transitorio del tutto o nulla, dove le incomprensioni, le sicurezze e i disagi si cibano di te. L’autore, come uno psicologo che è anche un po’ padre, amico e fratello, parla ai lettori, si mette a nudo e ci mette a nudo.

Credo che il libro non possa avere un’interpretazione universale, non può esistere una recensione univoca e valida per tutti. I capitoli, brevi ma intensi, entrano nel profondo muovendo quelle corde che possediamo o che ci trasciniamo dentro e che sono nostre personali. Nessuno le possiede identiche. Le nostre paure non sono quelle di un altro, così come i nostri sogni, le nostre motivazioni, i nostri dubbi e i nostri sbagli. Quindi a ogni capitolo affronti un tuffo in acque più o meno profonde a seconda di quanto è grave il peso che ti porti sulle spalle. Ed è incredibile.

Non è un libro su Leopardi, per quello sono sicura che troverete degli ottimi volumi, ma è un libro che attraverso Leopardi ci parla. Non posso dire di esserne rimasta folgorata, ma sicuramente è stato un momento personale, una pausa dal mondo, quasi una coccola che ho molto apprezzato.

 

L’arte di essere fragili

di Alessandro D’Avenia

Mondadori

Epistolare

l-arte-di-essere-fragili.jpg“Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un’arte della gioia quotidiana?” Sono domande comuni, ognuno se le sarà poste decine di volte, senza trovare risposte. Eppure la soluzione può raggiungerci, improvvisa, grazie a qualcosa che ci accade, grazie a qualcuno. In queste pagine Alessandro D’Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l’incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi.
Leopardi è spesso frettolosamente liquidato come pessimista e sfortunato. Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l’indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei. Nella sua vita e nei suoi versi, D’Avenia trova folgorazioni e provocazioni, nostalgia ed energia vitale. E ne trae lo spunto per rispondere ai tanti e cruciali interrogativi che da molti anni si sente rivolgere da ragazzi di ogni parte d’Italia, tutti alla ricerca di se stessi e di un senso profondo del vivere. Domande che sono poi le stesse dei personaggi leopardiani: Saffo e il pastore errante, Nerina e Silvia, Cristoforo Colombo e l’Islandese… Domande che non hanno risposte semplici, ma che, come una bussola, se non le tacitiamo possono orientare la nostra esistenza. La sfida è lanciata, e ci riguarda tutti: Leopardi ha trovato nella poesia la sua ragione di vita, e noi? Qual è la passione in grado di farci sentire vivi in ogni fase della nostra esistenza? Quale bellezza vogliamo manifestare nel mondo, per poter dire alla fine: nulla è andato sprecato?
In un dialogo intimo e travolgente con il nostro più grande poeta moderno, Alessandro D’Avenia porta a magnifico compimento l’esperienza di professore, la passione di lettore e la sensibilità di scrittore per accompagnarci in un viaggio esistenziale sorprendente. Dalle inquietudini dell’adolescenza – l’età della speranza e dell’intensità, nei picchi di entusiasmo come negli abissi di tristezza – passiamo attraverso le prove della maturità – il momento in cui le aspirazioni si scontrano con la realtà -, per approdare alla conquista della fedeltà a noi stessi, accettando debolezze e fragilità e imparando l’arte della riparazione della vita. Forse, è qui che si nasconde il segreto della felicità.

 

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