La notte dei buoni propositi _ #COME? _ Vi presento il mio romanzo

Buon pomeriggio lettori,

posso finalmente annunciarvi che La notte dei buoni propositi, il mio quarto romanzo, è  disponibile su Amazon sia in formato digitale sia in cartaceo!

Ma intanto continuiamo con questa micro rubrica nella quale ve lo presento.

COME?

 Come nasce un romanzo? Credo sia una delle domande più difficile in assoluto, perchè è una cosa talmente personale che si fa fatica a razionalizzarla. Per quanto mi riguarda nasce dal mondo che mi circonda, dalle persone che incontro, dalle esperienze che faccio, dalla gente che vedo. Osservare attentamente e cogliere quelle piccole sfumature che riescono a fare la differenza e poi attribuirle a un personaggio, caratterizzandolo, colorandolo di una vita propria, lasciandogliela vivere tra le pagine.

Questo libro nello specifico, è rimasto dormiente nel mio pc cinque lunghi anni prima di risorgere e spero di avergli dato degnamente giustizia.

 

QUANDO?

La storia si svolge tutta il giorno del 31 dicembre. Un ultimo dell’anno dei tempi nostri, collocatelo dove meglio credete, nella città che più vi vedete rappresentata. Il bello dei libri è proprio il margine di interpretazione che ci lasciano leggendoli. Ho scelto il trentuno dicembre perchè per me ha sempre avuto un significato particolare: io sono solita scrivere l’elenco dei buoni propositi su un foglio, tenerlo da parte e poi andare a rileggerli alla fine dell’anno successivo per vedere quali tra quelli che volevo sono riuscita a realizzare. Non ce l’ho mai fatta a realizzarli tutti, però buona parte sì. Diciamo che posso ritenermi soddisfatta. L’anno della laurea, era il proposito primo in classifica, quello più importante, così come quando, l’anno dopo ho segnato che avrei voluto sposarmi. Così è stato. Ovviamente non ci voleva un genio con la sfera magica, erano tutte cose sulla quale, sia da sola, sia con mio marito, stavamo lavorando. Le intenzioni di base c’erano a prescindere.

Una cosa che mi hanno sempre insegnato, è che come con le stelle cadenti, i buoni propositi non vanno mai detti ad alta voce. Sono una sorta di tacito patto che fate con voi stessi e quindi non potete rivelarli a terzi, altrimenti vi giocate male la partita. Scriverli ve li ufficializza con la vostra coscienza / motivazione / orgoglio. Dirli agli altri li rende un peso, perchè predominerà la paura del fallimento. E non è questo il loro compito.

Ognuno dei miei personaggi ha dei buoni propositi da scrivere nel proprio elenco personale, per rendere migliore la propria vita ed espiare le proprie colpe. Will, ad esempio, vuole essere una figlia migliore, riappacificandosi con sua madre che ha da poco subito un divorzio e dando una seconda possibilità a suo padre che ha tradito la sua fiducia. Liam, dal canto suo, dalla morte del padre non ha fatto altro che criticare il modo in cui sua madre ha elaborato il lutto, senza mai fermarsi a chiederle come stesse in realtà e quando scopre che, senza dirgli niente, lei si è addirittura rifatta una vita capisce che il comportamento era sbagliato. Poi c’è Elena, che non riesce a dire al suo compagno che non è più felice nella vita che si sono scelti e che si sono sudati in anni di sacrifici e Kate che sogna l’amore, ma ha troppa paura di mettersi in gioco. Ognuno di loro farà un grossissimo esame di coscienza, perchè è sempre troppo facile dare la colpa agli altri, ma il cambiamento parte sempre da noi.

 

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