Il ponte d’argilla _ Recensione

Buon pomeriggio lettori,

avete mai visto il film STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI? Io sì, al cinema, una volta, e non mi è dispiaciuto. Però non avevo mai letto niente di Markus Zusak, l’autore di questa storia.

IL PONTE D’ARGILLA è stato una sorta di battesimo, non avevo mai letto un libro così complesso, dal punto di vista narrativo, ma allo stesso tempo così completo come questo. Ho avuto qualche difficoltà all’inizio, non lo nego. Difficoltà a capire come scrivesse Zusak, a capire di che storia si stesse parlando, chi fossero i reali protagonisti. Difficoltà a entrare nel ritmo di questi continui avanti e indietro che caratterizzano tutto il libro.

La trama è anche semplice e lineare: è la storia di come cinque fratelli, i Dunbar, dopo la morte della madre vengano abbandonati dal padre incapace di elaborare il lutto. E proprio questo padre, anni dopo, ricompare nelle loro vite a chiedere aiuto per la costruzione del ponte davanti casa. Quattro dicono di no. Clay risponde di sì. In un certo senso questa è la sua storia. Dico in un certo senso perchè grazie ai continui flashback, alle interruzioni nella narrazione, ci verrà spiegato tutto sulla vita del signor Dunbar, di sua moglie Penelope e di Carey, il primo amore di Clay. Niente è lasciato al caso. E oltre a tutto questo, va aggiunto che il narratore è il più vecchio dei fratelli, che come un monologo lungo e complicato ci apre le porte ai suoi ricordi. Tutto il romanzo segue un filone parlato, è un eterno dialogo tra noi ascoltatori e lui voce narrante. Si ferma a ricordare, si interrompe, ci anticipa per poi riprendere. Un continuo sali e scendi che mi ha fatto venire anche il mal di mare. Però mi ha affascinata.

Credo valga la pena sperimentare questo libro, lasciarsi cullare dalle sue parole più che dalla sua trama. Un libro intenso che parla di famiglia, di amicizia, di morte. Parla di disagio, di abbandono e di rabbia, di voglia di perdonare, di esami di coscienza, di tempo (a volte troppo breve a volte troppo e basta). Finale soddisfacente.

 

il-ponte-d-argilla«C’era una volta, nella marea del passato dei Dunbar, una donna che aveva molti nomi.» C’erano stati anche un nonno con la passione per i miti greci, una nonna e la sua macchina da scrivere, un pianoforte consegnato nel posto sbagliato, una ragazza con le lentiggini che amava le corse dei cavalli, e un padre che, dopo la morte della moglie, aveva abbandonato i suoi cinque figli: Matthew, Rory, Henry, Clay e Tommy. I fratelli Dunbar. Costretti a vivere soli, e a definire da soli le regole della propria esistenza. E quando il padre tornerà sarà Clay l’unico dei fratelli che accetterà di aiutarlo e costruire con lui un ponte, concreto e metaforico nello stesso tempo: lo farà per la sua famiglia, per il loro passato, per il loro futuro, per espiare le colpe, per affrontare il dolore. Lo farà perché lui è l’unico che conosce tutta la storia, e per questo è obbligato a sperare. Ma fino a che punto Clay potrà portare avanti la più difficile di tutte le sue corse? Quanti degli ostacoli che la vita gli ha posto davanti riuscirà a superare? Quanta sofferenza può sopportare un ragazzo?

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2 comments

  1. Anche io oggi ho scritto una recensione su questo romanzo e vedo che le impressioni sono le medesime…Ti consiglio vivamente di leggere anche Storia di una ladra di libri, a me ha cambiato la vita 🙂

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