Questione di Costanza _ Recensione

Buon pomeriggio, lettori

quello di cui vi parlo oggi è l’ultimo libro di Alessia Gazzola, la straordinaria autrice che ci ha già ampiamente deliziato con la sua serie “L’Allieva” da cui hanno tratto anche la serie TV sulla RAI con Alessandra Mastronardi e Nino Guanciale (che io ho trovato adorabili).

Verona non è la mia città. E la paleopatologia non è il mio mestiere. Eppure, eccomi qua. Com’è potuto succedere, proprio a me?
Mi chiamo Costanza Macallè e sull’aereo che mi sta portando dalla Sicilia alla città del Veneto dove già abita mia sorella, Antonietta, non viaggio da sola.Con me c’è l’essere cui tengo di più al mondo, sedici chili di delizia e tormento che rispondono al nome di Flora. Mia figlia è tutto il mio mondo, anche perché siamo soltanto io e lei… Lo so, lo so, ma è una storia complicata.
Comunque, ce la posso fare: in fondo, devo resistere soltanto un anno. È questa la durata del contratto con l’istituto di Paleopatologia di Verona, e io – che mi sono specializzata in Anatomia patologica e tutto volevo fare tranne che dissotterrare vecchie ossa, spidocchiare antiche trecce e analizzare resti centenari – mi devo adattare, in attesa di trovare il lavoro dei sogni in Inghilterra.
Ma, come sempre, la vita ha altri programmi per me. Così, mentre cerco di ambientarmi in questo nebbioso e gelido inverno veronese, devo anche rassegnarmi al fatto che ci sono delle scelte che ho rimandato per troppo tempo. Ed è giunto il momento di farle.
In fondo, che ci vuole? È questione di coraggio, è questione di intraprendenza… E, me lo dico sempre, è questione di Costanza.

Costanza mi è piaciuta molto. Con la sua genuinità, la sua irruenza, la sua umanità che la rende una di noi nei suoi errori, nelle sue paure e nei suoi traguardi. Ventinove anni e una bambina di tre, madre single con tanti sogni e progetti ma l’incapacità di realizzarli perché la vita puoi programmarla quanto ti pare ma non andrà mai nella direzione prefissata.
Medico per scelta, ma paleopatologa per obbligo, lascia Messina per Verona e comincia la sua nuova vita a tre, con figlia e sorella. Una vita che non la soddisfa a pieno, che le sta stretta, che vorrebbe diversa. Così decide di rintracciare il padre di sua figlia, Marco, che non sa niente dell’esistenza della bambina.
Una donna fragile, a volta infantile, tanto capricciosa quanto passionale. Sempre redarguita e tenuta a bada dalla sorella, che come un grillo parlante cerca invano di rimetterla sulla retta via.

I capitoli sono brevi, cosa che mi piace sempre molto in un libro in quanto danno un ritmo più veloce e scorrevole alla lettura.
Belli i dialoghi, soprattutto quelli con i colleghi di lavoro concentrati nella ricerca dell’identità di uno scheletro rinvenuto in un vecchio cimitero di famiglia. E proprio questo giallo darà il ritmo alla narrazione in un passato e presente che poteva non esserci ma che non ci sta poi così male.

E se non ho mai letto l’Allieva, ma voglio farlo quanto prima assolutamente, sono comunque rimasta affascinata da Costanza e non vedo l’ora che questa trilogia abbia un seguito,perché il libro finisce chiaramente aperto, con tante nuove cose da scoprire e vivere.
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