Matrimonio di convenienza _ recensione

Buon pomeriggio lettori, oggi vi parlo di Matrimonio di Convenienza di Felicia Kingsley. Primo libro di questa autrice italiana che seguo quotidianamente su Instagram da tempo.

Jemma fa la truccatrice teatrale, vive in un seminterrato a Londra e colleziona insuccessi in amore. Un giorno però riceve una telefonata dal suo avvocato che potrebbe cambiarle la vita: la nonna Catriona, la stessa che ha diseredato sua madre per aver sposato un uomo qualunque e senza titolo nobiliare, ha lasciato a lei un’enorme ricchezza. Ma a una condizione: che sposi un uomo di nobili natali. Il caso vuole che l’avvocato di Jemma segua un cliente che non naviga proprio in acque tranquille: Ashford, il dodicesimo duca di Burlingham, è infatti al verde e rischia di perdere, insieme ai beni di famiglia, anche il titolo. Ashford è un duca, Jemma ha molti soldi. Ashford ha bisogno di liquidi, Jemma di un blasone… Ma cosa può avere in comune la figlia di una simpatica coppia hippy, che ama girare per casa nuda, con un compassato lord inglese? Apparentemente nulla… Il loro non sarà altro che un matrimonio di convenienza, un’unione di facciata per permettere a entrambi di ottenere ciò che vogliono. Ma Jemma non immagina cosa l’aspetta, una volta arrivata nella lussuosa residenza dei Burlingham: galateo, formalità, inviti, ricevimenti e un’odiosa suocera aristocratica. E a quel punto sarà guerra aperta…

Una storia dinamica, divertente e appassionante. Di quelle che arrivano dritte al cuore per la semplicità dei personaggi, la scorrevolezza della narrazione e la simpatia degli eventi.

Jemma e Ashford sono i moderni Elizabeth e Darcy, passionale ed esuberante lei, senza peli sulla lingua e con le idee ben chiare e rigido e impostato lui che impara ad amarla prima ancora di rendersi conto che sia successo, accettando una famiglia imbarazzante e sopra le righe e una posizione, la sua, che impone delle regole di etichetta ben consolidate.

  • Ma cosa mi è piaciuto di questo libro?

I capitoli brevi, che rendono la narrazione dinamica e non noiosa. Sono del parere che usare capitoli brevi renda più piacevole la lettura perché ne dà un ritmo più veloce. Io personalmente mi annoio di meno. Capitoli alternati tra “la versione di Jemma” e “la versione di Ashford”.

La storia d’amore. Se siete tra quelle che anelate al colpo di fulmine, che amate quei romance senza trama dove ci sono solo un uomo e una donna che si innamorano al primo sguardo e passano le pagine a far girare le lingue e non solo, mi dispiace deludervi. Qua siamo al concreto puro. Alla realtà. E la cosa mi è piaciuta moltissimo. Jemma e Ashford sono personaggi credibili, quasi che esistessero veramente. Si trovano loro malgrado impelegati in un matrimonio che nessuno vuole e passeranno dall’odiarsi profondamente a condividere una quotidianità che li costringerà a conoscersi, con le giuste tempistiche e le giuste dinamiche. Proprio come nella vita vera. E dalla conoscenza sorgerà l’amore. Ma avrete tempo tutto il libro per abituarvi.

La scrittura della Kingsley. È come guardare quelle commedie americane un po’ da ridere e un po’ da sospirare per il romanticismo. Una bellissima struttura dei personaggi, anche quelli di contorno. Scene ben orchestrate, originali e piacevoli. Una narrazione fluida e senza riempitivi. Ogni capitolo serve a qualcosa, niente è stato messo lì a caso solo per farcire il romanzo di pagine in eccedenza. Non c’è una sola parola che sia noiosa.

Se devo proprio trovare qualcosa che non mi è piaciuto, mi vengono in mente due cose: la prima è il personaggio di Carter, paragoniamolo al Wickham della Austen. Compare, mette zizzania e sparisce senza lasciare traccia. Mi aspettavo che gli venisse dato più spazio, o che comunque Jemma potesse mandarlo al diavolo come sarebbe stata capace di fare. La seconda cosa, invece, è il finale. Ovviamente non posso svelarvi nulla e nel complesso non mi è dispiaciuto. In tutti i romance che si rispettino c’è sempre il momento in cui il grande amore è messo alla prova e i due si separano per poi ritrovarsi.. Ecco considerando le dinamiche messe in mezzo io avrei calcato meno la mano.

Comunque nel complesso credo abbiate capito che il libro mi è piaciuto e sarò ben lieta di leggere anche gli altri della Kingsley che possiedo nel Kobo e che fanno parte della lunga lista in attesa.

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