Bambini all’aria aperta. Li facciamo uscire o è meglio aspettare?

Sono giorni sempre più difficili quelli che ci attendono. Se prima il “restate a casa” era una novità, quasi una sfida da far capire ai più e alla quale abituarci, adesso con Marzo ormai alle spalle (e personalmente per me letteralmente volato via a una velocità impressionante) e Aprile che ci accoglie, restare a casa diventa mentalmente più difficile. Pasqua e Pasquetta le passeremo in solitaria, così come le belle giornate di tiepido sole che la primavera porterà con sè inevitabilmente.

Quelli che ne risentono di più sono sicuramente i bambini, strappati alla scuola, alle loro amicizie e alla loro routine e costretti a casa, con nonni o genitori. E i bimbi? Quelli piccoli che anche se glielo spieghi non hanno gli strumenti per rendersi conto di cosa sta realmente succedendo?

E così scatta la proposta dei bambini all’aria aperta, per una passeggiata vicino casa con mamma o papà, responsabilmente e civilmente, per far ricordare loro che esiste anche un mondo che va al di là del giardino o, peggio, della porta dell’appartamento. Se come me siete genitori so che mi capite. Capite le mie ansie e le mie paure. E so anche che avrete ricevuto dai vari gruppi mamme o Facebook mille idee per attività da fare in casa con i bambini (colorare, ritagliare, intagliare, dipingere, incollare, creare..), sempre se i bambini poi vogliono collaborare.

Sono periodi di paura verso l’ignoto, verso qualcosa che non abbiamo mai vissuto prima e ci viene chiesto di mantenere la calma ed essere responsabili anche verso i nostri figli, per non alimentare ansie che servirebbero solo a essere nocive. Quando mi prende lo sconforto però mi chiedo cosa succederà dopo? Mi domando se mio figlio tornerà al nido o se ricomincerà direttamente alla scuola materna in settembre e cosa si perderà di questi mesi di reclusione, dal contatto con i suoi simili, alle esperienze di vita in un ambiente protetto e a misura di bambino che nessuna casa o mamma o papà potrà mai eguagliare. Vedo mio figlio nervoso, agitato, annoiato. Lo vedo rispondere agli stimoli del mondo in maniera nuova, diversa e so che questo è male. Sono come animaletti in gabbia consci che “c’è un virus” là fuori che impedisce loro di vedere gli amici, i nonni, gli zii. Che impedisce loro di andare a giocare al parco sull’altalena com’erano abituati a fare, o al supermercato seduti nel carrello sfilando tra le corsie.

Quindi è giusto chiedere di far tornare i bambini all’aria aperta, anche noi genitori vorremmo sentirci meno alienati chiusi nel circolo delle stesse azioni ogni giorno, ma il mondo fuori non è ancora abbastanza sicuro. Non possiamo permettercelo. Ho la fortuna di avere un piccolo giardino, Sebastian esce tutti i giorni, gioca e si distrae, ma mentre lo guardo mi chiedo cosa succederà quando potrà varcare il cancello, se sarà ancora il bambino curioso e allegro di prima o se tornerà a vedere il mondo come fosse la prima volta, riscoprendo cose che già conosceva come se non le avesse mai viste. Sembra incredibile quanto diventiamo irrazionali quando si tratta delle paure per i figli, ma la verità è che vogliamo solo il meglio per loro e diventa difficile capire che non sempre possiamo darglielo.

Viviamo nell’era digitale, siamo sempre connessi e con chiamate e videochiamate possiamo mantenere i contatti. Quello che mi auguro da tutto questo è che davvero dobbiamo imparare il valore delle cose. Davvero dobbiamo comprendere cosa possiamo rinunciare della vita precedente e accogliere in quella che ci viene di nuovo concessa. Coltivare gli affetti che si stanno dimostrando sinceri e salutare quelli che non servono, che portati avanti si trasformano in nocivi. Dare più valore ai piccoli gesti, perchè sono quelli di cui adesso sentiamo la mancanza. Mi auguro, ed è quello che sto cercando di mettere in pratica anche io perchè voglio essere d’esempio per mio figlio e voglio ricavare il meglio dalla mia vita e per la mia vita, che sul serio non sprecheremo un istante di questa prova maledetta e che risorgeremo uomini nuovi.

Nel frattempo vado a cercare altre attività da fare in casa con bambini.

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