Le circostanze _ Recensione

Se amate le trame intrecciate, i personaggi a tutto tondo, i colpi di scena a ogni capitolo e un finale col botto, allora amerete Le circostanze di Amanda Craig.

le-circostanzeUna coppia profondamente in crisi, lei architetto lui giornalista, non solo non si possono permettere di divorziare ma non riescono neanche più a vivere a Londra, vista la crisi economica. A lui hanno chiuso il giornale, lei ha perso il lavoro. La casa in cui vivono non si riesce a vendere per un prezzo accettabile: l’unica soluzione sembra essere quella di affittarla e con i soldi dell’affitto andare a stare in un posto molto più economico, una località remota del Devon. E così, la coppia che non funziona con i loro tre figli si trasferisce. E qui si apre la visione non più idilliaca da turista, ma grama da residente della vita in campagna, una campagna povera, piena di immigrati pagati una miseria, e di inglesi favorevoli alla Brexit. In più aleggia sulla casa che hanno affittato un mistero, perché l’affitto è ridicolmente basso, e presto scoprono il motivo: il precedente abitante era stato ammazzato proprio nel posto in cui vivono.

Lotty e Quentin hanno tre figli e abitano a Londra, ma vogliono il divorzio perchè lui è un traditore seriale e la loro storia non ha più senso. Piccolo Problema: entrambi senza lavoro, non possono permetterselo. Ecco che mettono in vendita la villetta per trasferirsi nelle campagne del Devon, in attesa di tempi migliori. Farm House sembra proprio fare al caso loro, economica e grande, pronta ad accoglierli. Ma come mai costa così poco? Perchè meno di un anno prima è stato rinvenuto dal postino, privo della sua testa, il cadavere del professore di musica, l’inquilino.

Ecco che tutto cambia prospettiva. La testa e l’assassino non sono mai stati trovati e l’aria del sospetto aleggia ancora tra gli abitanti. Lotty e Quentin cercano a modo loro di ambientarsi a quella nuova e isolata vita, dove le figlie frequentano le elementari e il figlio maggior lavora in fabbrica in attesa di essere accettato al college, ragionando su cosa vuol fare da grande. Ecco che spuntano, quindi, altri personaggi: Sally, l’infermiera che si occupa delle giovani madri per i servizi sociali; Janet, assunta da Quentin per le pulizie domestiche; Di Torne, moglie del proprietario di casa. Ognuno di loro sembra nascondere un segreto e a volte è meglio non approfondire troppo.

Le circostanze di Amanda Craig è un libro che si legge tutto d’un fiato per il grande impatto narrativo e per la completezza dei personaggi. Una storia a tutto tondo che accompagna il lettore in quella che è la crudeltà della vita intesa come disincanto. Ogni cosa può assumere connotati diversi se cambiano le circostanze con le quali ci approcciamo agli eventi.

Lotty era distrutta pensando ai tradimenti del marito e a tutto quello che avrebbe comportato affrontare un divorzio, e Quentin invece è così profondamente cambiato lasciando la città. Ma lei ha capito anche quanto vale da sola, quanta forza nascondeva a sè stessa perchè non aveva mai avuto il bisogno di usarla. Capisce chi è, e rivaluta completamente il suo rapporto di coppia. Così come Quentin, dopo la morte del padre, riconosce tutti gli errori commessi e trascorre la loro convivenza forzata cercando di riconquistare quella moglie che adesso sembra non riconoscere più. Sally, che ha trascorso la vita a prendersi cura degli altri, sognando una maternità che non è mai arrivata, sarà disposta a compiere atti folli pur di ottenere quel figlio tanto sognato. Così come folle può diventare una madre per amore di un figlio e ben ce lo rappresenta Janet, pazza di gelosia per il padre di sua figlia Down, disposta perfino a rovinarle la vita. 

Un libro disincantato, che ci narra la realtà per quella che è, che ci dimostra che non potremo mai conoscere veramente qualcuno, perchè tutti siamo in balia delle circostanze costretti ad adeguarci ad esse, evolvendoci o ritirandoci. Un romanzo pieno di colpi di scena, che segue il filo degli eventi e svela una pillola alla volta la potenza del carattere umano.

Sono rimasta molto colpita. Ho letto nei ringraziamenti che la Craig ha impiegato sette anni per scrivere questo romanzo, poi pluripremiato meritatamente, ma sono dell’idea che sia quasi un capolavoro (per il mio gusto personale). Un libro lungo, sono cinquecento pagine, che però si divora in poco tempo. Una copertina, quella scelta da Astoria Edizioni, pulita, lineare ma evocativa. 

Un misto tra noir e commedia, perchè di certo non è un giallo anche se c’è di mezzo un omicidio. L’obbiettivo non è trovare l’assassino, ma trovare noi stessi. Metterci a nudo prima di tutto con i nostri sentimenti, capire chi ci sentiamo di essere realmente e presentarci agli altri in questa nostra nuova forma. Rischiando di essere rifiutati, o amati incondizionatamente. 

 

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