Il miniaturista di Jessie Burton _ Recensione

🌷 Se potessi conoscere il tuo futuro in anticipo, con la consapevolezza di non poterlo cambiare, sbirceresti?

Comincio così la mia recensione di oggi su questo romanzo particolare e molto atteso, che ha avuto un sacco di successo in tutto il mondo.

Avevo grandissime aspettative sul miniaturista di Jessie Burton, ambientato nella Amsterdam del 1600. Pochi personaggi ben delineati, un matrimonio tra i più incompatibili al mondo e un segreto nascosto per bene. Per non parlare della copertina che mi ha praticamente ipnotizzata quando ho visto il libro sullo scaffale.

Poi.. Il miniaturista, che con i suoi piccoli doni simbolici, mostra a Petronella quello che sta succedendo sotto il suo tetto, le svela la realtà così come lei non voleva o non poteva vederla. Una casa delle bambole come regalo di nozze e un mucchio di soldi da spendere liberamente per arredarla, sono le circostanze che mettono una ragazza di diciannove anni, sposata da poco in rapporti con questa figura misteriosa quanto intrigante di intagliatore di oggetti minuscoli e preziosi.

Un marito combattuto tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere, una cognata che punisce i suoi vizi con la rigidità della fede, un servitore nero, scandalo per l’epoca, e una domestica con la passione di origliare dalla serratura. Pochi personaggi magistralmente ricamati intorno a una vita che si infittisce di mistero e di menzogne.

Il personaggio che ho apprezzato di più è sicuramente Johannes, questo marito che inizialmente sembra schivo e incapace di provare sentimenti, tanto da spingermi a chiedere cosa si fosse sposato a fare per poi relegare la moglie alla solitudine della sua camera. E invece Johannes si scopre essere un uomo profondamente umano e per questo completamente soggiogato da vizi e peccati, tanto da non riuscire più a comprendere quando e come porre dei limiti alla sua esistenza. Limiti che, col senno di poi, avrebbero potuto salvargli la vita. Un uomo che si impara ad amare leggendo, lo si apprezza e lo si compatisce fino alla fine, forse vero protagonista di questo romanzo. Più del miniaturista in sè, che di fatto non ha contribuito in nessuna maniera a cambiare le sorti del destino pur disseminando la casa delle bambole di indizi.

Per quanto riguarda la domanda iniziale, non credo mi piacerebbe sapere in anticipo quello che mi aspetta, sebbene in alcune circostante potrebbe anche fare comodo (ci eviterebbe un sacco di delusioni e scocciature). Credo che nella sua imprevedibilità, la vita abbia senso proprio grazie all’ignoto, al non poter pianificare troppo gli accadimenti (o comunque pianificando con la consapevolezza che le incognite possono far saltare qualsiasi progetto in qualsiasi momento).

Tu? Sbirceresti o lasceresti il tempo al futuro di svelarsi per quello che è?

 

il-miniaturista-vintage-1Amore e tradimento, rancori e ossessioni, sesso e sete di ricchezza s’incontrano tra i canali di Amsterdam in questo folgorante romanzo d’esordio.

Amsterdam, 1686. La diciottenne Nella bussa alla porta della casa del suo novello marito, il ricco mercante Johannes Brandt. Ma l’accoglienza è freddissima, così come il letto dei due sposi: l’unica attenzione che Johannes le riserva è un dono, la miniatura della loro casa e l’invito ad arredarla. Così Nella, senza perdersi d’animo, si rivolge a un misterioso miniaturista.

 

 

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