L’educazione di Tara Westover _ Un romanzo che vi smuoverà le coscienze

Buon pomeriggio lettori,

ho dovuto prendermi qualche giorno di riflessione dopo la fine di questo difficilissimo romanzo per poter metabolizzare la quantità di informazioni ed emozioni di cui è pregno. E sono sicura di non essere stata in grado di comprenderlo nella sua interezza. Un romanzo che consiglio a una lettura di gruppo (come un gruppo di lettura) proprio per percepirne le diverse sfumature e non farsi condizionare dal pregiudizio.

Sì, perché la cosa più difficile lo ammetto è proprio leggere il libro a “mente aperta”, staccandosi da tutto ciò che conosciamo, dalla nostra realtà e concretezza. Siamo in un mondo a parte e partiamo dal presupposto che non possiamo giudicare la vita altrui. Tara Westover ci mette in mano la sua biografia, una storia drammatica, difficile e sofferta di comprensione ed evoluzione, di illuminazione forse. Un romanzo pieno di famiglia, in diverse sfaccettature.

L’educazione racconta di questa famiglia mormona che, per ordine paterno, decide di seguire uno stile di vita non convenzionale, escludendosi dalla civiltà moderna e vivendo di espedienti. Il signor Westover e i suoi figli maschi fanno i rottamai, racimolano immondizia dalla discarica per rivenderla, la moglie pratica parti clandestini e cura con le erbe. Nessuno dei figli va a scuola. Nessuno di loro è registrato all’anagrafe. Questo perchè Westover rinnega lo Stato. Il Sistema corrotto che vuole lobotomizzarli e influenzarne le coscienze. Rinnega il sistema sanitario che esiste per ucciderli, non curarli. E si prepara alla fine del mondo facendo scorta di cibo in scatola e barili di benzina.

Tara cresce così fino ai diciassette anni. In un mondo dove la donna non conta nulla perché l’ultima parola è del marito. Un mondo in cui la famiglia deve restare unita, anche se poi quando i fratelli maggiori abusano di te non c’è nessun genitore a fermarli. Qualcuno scappa, si iscrive a scuola, tenta un futuro migliore, ma il cordone obelicale è difficile da recidere. Per anni, quando Tara sarà ammessa al college e deciderà di darsi una possibilità, il richiamo della montagna sarà profondo. Mille volte Tara sarà tentata di mollare tutto e tornare indietro, dimostrare a suo padre che non è posseduta dal demonio come lui fa credere ai parenti. La conoscenza, l’educazione scolastica appunto, le apre mille porte su un mondo che le era sempre stato dipinto grande come una scatola. Ha sete di sapere, Tara, ma al prezzo di allontanarsi sempre di più dai suoi genitori. A volte vince, procede, conquista obbiettivi. Altre volte si raccoglie e marcisce dentro.

Ho fatto fatica a leggerlo. Sentimenti di rabbia e incredulità mi hanno accompagnata per tutte le pagine. Davvero non riuscivo a credere che potesse aver subito tutto quello. E nello stesso tempo mi sono dovuta rendere conto di quanto un figlio riesca ad amare un genitore anche se è l’incarnazione di tutto ciò che di sbagliato possa esserci al mondo. I Westover sono deleteri per i figli, lui ha decisamente problemi psichiatrici. Tara conosce solo l’amore malato, quello delle botte, della violenza, dell’emarginazione. Eppure l’appartenenza a quel gruppo permane forte. Il bisogno di sentirsi accettata da quel padre la spinge a rinnegarsi. Ho fatto il tifo per lei tutto il tempo, sperando che si svegliasse, che li mandasse tutti quanti a quel paese e decidesse finalmente di vivere una vita normale. Ma poi, ragionando, mi sono resa conto che è una follia. La normalità è un concetto che non esiste. Quello che avrei voluto per Tara è una vita conformata. Una vita che rispecchiasse i canoni occidentali evoluti nei quali sono cresciuta io. Che sono decisamente diversi da quelli di decine di altre nazioni, popoli, comunità. Per Tara quella montagna è la sua normalità. Un padre che crede di agire per mano di Dio e una madre che mescola oli dalla mattina alla sera lucrandoci sopra e spacciandoli per pozioni miracolose.

Quella è la sua identità e non c’è educazione che possa permetterti di cambiare chi sei. O di cambiare gli altri da chi sono.

Sono curiosa di sentire le vostre opinioni.

TRAMA: Tara, la sorella Audrey e i fratelli Luke e Richard sono nati in una singolare famiglia mormona delle montagne dell’Idaho. Non sono stati registrati all’anagrafe, non sono mai andati a scuola, non sono mai stati visitati da un dottore. Sono cresciuti senza libri, senza sapere cosa succede nel mondo o cosa sia il passato. Fin da piccolissimi hanno aiutato i genitori nei loro lavori: in estate stufare le erbe per la madre ostetrica e guaritrice, in inverno lavorare nella discarica del padre, per recuperare metalli. Fino a diciassette anni Tara non aveva idea di cosa fosse l’Olocausto o l’attacco alle Torri gemelle. Con la sua famiglia si preparava alla sicura fine del mondo, accumulando lattine di pesche sciroppate e dormendo con uno zaino d’emergenza sempre a portata di mano. Il clima in casa era spesso pesante. Il padre è un uomo dostoevskiano, carismatico quanto folle e incosciente, fino a diventare pericoloso. Il fratello maggiore Shawn è chiaramente disturbato e diventa violento con le sorelle. La madre cerca di difenderle, ma rimane fedele alle sue credenze e alla sottomissione femminile prescritta. Poi Tara fa una scoperta: l’educazione. La possibilità di emanciparsi, di vivere una vita diversa, di diventare una persona diversa. Una rivelazione. Il racconto di una lotta per l’autoinvenzione. Una storia di feroci legami famigliari e del dolore nel reciderli.

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