Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di Jonas Jonasson _ Vi innamorerete di Allan Karlson

Buon pomeriggio lettori,

ho conosciuto Allan Karlson nel secondo volume delle sue avventure. Non sapevo fosse una duologia e sono partita da lì. Esilarante, divertente e assolutamente fuori dall’ordinario. Mi sono procurata quanto prima il primo volume perchè volevo capire come fosse arrivato ad essere chi era e a fare quello che faceva e devo dire che mi si è spalancata davanti agli occhi la storia più incredibile mai letta.

Allan Karlson, classe 1905, non è particolarmente intelligente o intuitivo, ma ha decisamente un istinto infallibile. Dopo essere stato per anni in un manicomio con la colpa di aver fatto saltare per aria casa sua con l’esplosivo, viene arruolato nientemeno che dagli Stati Uniti per contribuire all’ideazione della bomba atomica. Cosa che fa, salvo poi trasmettere le informazioni anche ai russi ed essere spedito da Stalin in Siberia a morire in un gulag, che lui invece farà saltare per aria con la complicità dello sconosciuto fratello di Einstein, capitato lì per un errore diplomatico. Scappati in Korea del nord, vengono finanziati dal dittatore Cinese e con una borsa piena di soldi approdano nelle Filippine dove contribuiranno alla formazione di un nuovo governo, approderanno in Francia a seguito dell’ambasciatore e proseguiranno altre mille incredibili avventure per tutti gli anni che rimangono.

Non c’è da stupirsi se Allan alla casa di riposo proprio non ci vuole stare. Non fa per lui la vita da recluso, meglio una sdraio, il mare e un cocktail sempre pronto. Ecco perchè non è un problema per lui rubare una valigia piena di soldi alla mafia, farsi amico un elefante e coinvolgere in un paradossale inseguimento di polizia un gruppo di strampalati e improbabili personaggi casuali. Il tutto il giorno del suo centesimo compleanno.

La storia del centenario è una serie di eventi grotteschi e ilari, incredibili e impossibili che contribuiscono a dar vita a un personaggio indimenticabile che vi entrerà nel cuore per la sua spensieratezza, il suo spirito di adattamento e la dote innata a infrangere qualsiasi regola sul suo cammino. Credo che Jonas Jonasson abbia davvero dato vita a un personaggio coinvolgente e fuori dall’ordinario. Non il classico eroe in doppiopetto, ma un anonimo vecchietto che vive la vita con un’alzata di spalle e ha sempre la battuta pronta in ogni difficoltà.

Fatemi sapere se vi piacciono libri di questo tipo.

TRAMA: Allan Karlsson compie cento anni e per l’occasione la casa di riposo dove vive intende festeggiare la ricorrenza in pompa magna, con tutte le autorità. Allan, però, è di un’altra idea. Così decide, di punto in bianco, di darsela a gambe. Con le pantofole ai piedi scavalca la finestra e si dirige nell’unico luogo dove la megera direttrice dell’istituto non può riacciuffarlo, alla stazione degli autobus, per allontanarsi anche se non sa bene verso dove. Nell’attesa del primo pullman in partenza, Allan si imbatte in un ceffo strano, giovane, biondo e troppo fiducioso che l’attempato Allan non sia capace di colpi di testa. Non potendo entrare nella piccola cabina della toilet pubblica insieme all’ingombrante valigia cui si accompagna, il giovane chiede ad Allan, con una certa scortesia, di vigilare bene che nessuno se ne appropri mentre disbriga le sue necessità. Mai avrebbe pensato, il biondo, quanto gli sarebbe costata questa fiducia malriposta e quella necessità fisiologica. La corriera per-non-si-sa-dove sta partendo, infatti. Allan non può perderla se vuole seminare la megera che ha già dato l’allarme, e così vi sale, naturalmente portando con sé quella grossa, misteriosa valigia. E non sa ancora che quel biondino scialbo è un feroce criminale pronto a tutto per riprendersi la sua valigia e fare fuori l’arzillo vecchietto. Un centenario capace di incarnare i sogni di ognuno, pronto a tutto per non lasciarsi scappare questo improvviso e pericoloso dono del destino.

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